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Trump-Netanyahu: "le relazioni pericolose"

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Come annunciato in campagna elettorale, il neopresidente Trump persevera nel voler spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme . Tale decisione costituisce una provocazione nei confronti dell’amministrazione del suo precedessore, Barack Obama, e nei confronti dei Paesi europei che si sono uniti nel tentativo di riportare la pace tra israeliani e palestinesi. Una sorta di risposta alla già criticata conferenza di pace internazionale che si è tenuta nei giorni scorsi a Parigi. Non solo. E’ una decisione pericolosa nell’ambito della politica internazionale: un atto del genere significherebbe schierarsi apertamente a favore di Israele , ignorando le innumerevoli azioni contro i diritti umani che si verificano da decenni a questa parte. Se i palestinesi non fanno a Trump molta paura perché in effetti al momento sono decisamente deboli politicamente e militarmente, il tycoon dovrebbe riflettere sulla possibile reazione dei Paesi arabi circostanti alla Terra Santa e che n...

La rabbia di Netanyahu per la condanna dell'Onu alla politica degli insediamenti

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Benjamin Netanyahu non si ferma. Come un bulldozer che calpesta tutto ciò che incontra e va dritto a destinazione, ha deciso di sfidare la comunità internazionale per l’ennesima volta. Mercoledì dovrebbe avviarsi un piano per la costruzione di 618 case a Gerusalemme est , la parte della capitale abitata dagli arabi. Una possibile rappresaglia per la condanna dell’Onu agli insediamenti israeliani , passata grazie all’ astensione degli Stati Uniti , fatto mai avvenuto prima. Qualche giorno fa, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato la politica degli insediamenti che Israele porta avanti da decenni in Cisgiordania e a Gerusalemme est, politica culminata con la costruzione del muro negli anni 2000. Fino ad oggi gli Stati Uniti sono sempre stati attenti a porre il veto su ogni decisione che potesse scontentare Israele, per varie ragioni. La vergogna e il senso di colpa per l’Olocausto , che seppur sia stata una tragedia evidente e indimenticabile, si utilizza come ...

Mattarella e il conflitto israelo-palestinese: il tentativo di inserirsi nel processo di pace

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella , ha ultimato la visita in Israele e Palestina durante la quale ha avuto colloqui sia con Benjamin Netanyahu , primo ministro israeliano, sia con Abu Mazen , presidente dell’Autorità nazionale palestinese. I temi affrontati sono stati il terrorismo e la pace tra Israele e Palestina, sulla quale il Presidente ha riproposto la soluzione dei due Stati . Tale idea viene perseguita dall’inizio del conflitto da tutti gli attori internazionali che hanno cercato di mettere mano alla questione. “ Il terrorismo è una piaga da combattere con determinazione e l'Italia si sente chiaramente coinvolta nella sicurezza di Israele. Anche per questo preoccupa lo stallo dei negoziati con la Palestina, uno stallo che accresce il pericolo e l'islamismo radicale. Per cui la soluzione dei 'due stati' va perseguita con determinazione ” ha detto il Presidente Mattarella. Sicuramente l’ instabilità della situazione costituisce terreno fe...