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Troppo esiguo il risarcimento di 1 miliardo e 330 milioni per l'Ilva

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Secondo il gip di Milano Maria Vicidomini è troppo esigua la cifra indicata dalla famiglia Riva di un milione e 330 milioni per risarcire dai danni causati dall’Ilva. Vicidomini ha respinto quindi il patteggiamento e mandato all’aria gli accordi intavolati tra avvocati penalisti e civilisti e il procuratore della Repubblica Francesco Greco con i pm Stefano Civardi e Mauro Clerici, titolari dell’inchiesta sulla bancarotta del gruppo Riva. Vicidomini ha ritenuto inoltre che le pene concordate con i pm non fossero congrue : venivano chiesti 2 anni e mezzo per Adriano Riva, tra i 4 e i 5 anni per Fabio Riva (in virtù di una condanna già definitiva) e 2 anni per Nicola Riva. Era stato stabilito il rientro dalla Svizzera del patrimonio dei Riva congelato durante le indagini tuttavia ora l’operazione potrebbe subire un rallentamento. La prossima udienza è fissata per il primo marzo 2017. di Silvia Moranduzzo

La politica commerciale di Trump: meno tutele ambientali e meno tasse

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“ Ambientalismo fuori controllo ”. Così Donald Trump ha definito le norme che tutelano l’ambiente durante l’incontro con i top manager dell’industria americana. Il presidente ha promesso un taglio del 75% della regolazione ambientale per avvantaggiare le imprese nella produzione. Agli ad di Fca, General Motors e Ford il tycoon ha garantito inoltre un taglio delle tasse perché vuole rendere più semplice fare affari in l’America. Trump sta procedendo ad una radicale trasformazione della politica commerciale americana. Non vuole più andare avanti con il Ttp (Trans-Pacific Partnership), vuole rinegoziare il Nafta e imporre dazi per quegli imprenditori che spostano la produzione all’estero per poi vendere negli Stati Uniti. L’intento di Trump è creare nuovi posti di lavoro e sarebbe disposto a far sciogliere tutti i ghiacci del Polo Nord per mantenere la promessa fatta in campagna elettorale. Punta sull’industria automobilistica perché presente soprattutto in Michigan e Ohio, ...

Condanna per la centrale "Polesine Camerini"

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La centrale termoelettrica di Porto Tolle (Rovigo) è stata costruita nei primi anni '80 ed è sempre stata al centro di polemiche riguardanti le notevoli quantità di agenti inquinanti che produce. Secondo l'Ispra, la centrale ha provocato 3,6 miliardi di euro di danni ambientali emettendo 12 volte la quantità consentita di anidride solforosa, 4 volte di ossidi di zolfo e 2 di polveri. Il tribunale di Rovigo ha condannato Paolo Scaroni e Franco Tatò , ex amministratori delegati di Enel, a 3 anni di carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici " per aver messo in atto condotte che mettono in pericolo la comunità " tra il 1998 e il 2005, secondo l'art. 434 del codice penale riguardante il disastro ambientale doloso. Scaroni e Tatò dovranno pagare anche provvisionali alle parti civili per 430 mila euro. Il pm Manuela Fasolato ha fatto partire un'altra istruttoria, detta "Enel bis", relativa ai danni provocati dalla centrale "Polesine Came...