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Donne in politica: sono ancora poche

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Manca poco al 4 marzo e le promesse elettorali sono tra le più disparate: c’è chi vuole abolire la legge Fornero e chi le tasse universitarie, c’è chi dice di riuscire a fermare i flussi migratori e chi sostiene di voler ridurre la pressione fiscale. A questo si è aggiunta la violenza dei gruppi estremisti di destra e sinistra, lasciando un cupo presentimento ai nostalgici degli anni di piombo. Sul palcoscenico i “ soliti noti ”: Salvini, Di Maio, Berlusconi, Renzi ai quali si aggiunge Grasso. Ma ci sono anche le donne e in questa campagna elettorale stanno facendo sentire la loro voce, sia a destra che a sinistra. In pole position per i diritti femminili c’è Laura Boldrini , ex presidente della Camera dei Deputati, candidata per Liberi E Uguali (o Libere Uguali a seconda di come si vuole leggere il logo). È stata la donna più tartassata da fake news e campagne mediatiche e offensive di tutto il Parlamento. Sui social l’hanno attaccata da ogni lato inventando persino parenti co...

"La Gente" e la genesi dei populismi

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Pubblicato sul Corriere del Veneto (edizione cartacea) il 22 novembre 2017 La Sala Rossini del Pedrocchi si è riempita ieri sera per la presentazione del libro «La gente» di Leonardo Bianchi , organizzata dal giornalista del Corriere del Veneto Giovanni Viafora . Il libro è una raccolta di inchieste che descrivono il fenomeno del « gentismo », definito dall’autore come una sorta di populismo che rifiuta la leadership e la mediazione, che nasce dal basso e resta in basso. « Il concetto di casta è connesso al gentismo perché ha diviso l’Italia in un “noi” puro e un “loro” predatorio che vuole raggirare gli onesti – spiega Bianchi – Il gentismo è anticasta e stando a molti accademici, il Movimento 5 stelle ne è l’emblema ». Secondo l’autore la politica si fa megafono del gentismo perdendo il suo ruolo di mediatrice e proclamando di fare la volontà del popolo. di Silvia Moranduzzo

Elezioni regionali, docenti e giornalisti: "Ha perso la politica"

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Articolo apparso su ParmAteneo il 1 dicembre 2014 Affluenza alle urne ai minimi storici, Manghi: vuoto di senso comune “La  politica  ci ha abituati, dopo ogni elezione, che tutti hanno vinto: chi perché ha migliorato, chi perché ha perso poco e così via. Questa volta credo sia impossibile non ammettere che la  politica ha perso . L’affluenza è stata così bassa da indurre a pensare che la prossima assemblea regionale di fatto non sarà rappresentativa degli emiliano-romagnoli, ma di una stretta minoranza. D’altronde i politici hanno fatto veramente di tutto per convincere la gente che votare è inutile, hanno tradito prima di tutto il loro ruolo”.  Luca Ponzi , inviato per la Rai in Emilia-Romagna, spiega in questo modo la bassissima affluenza alle urne delle elezioni regionali che si sono tenute domenica 23 novembre. Ha votato il  37,7%  degli aventi diritto, un dato che fa pensare visto che la volta scorsa aveva votato il 68,1%. PERCHE’ UN’AFFLUEN...