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In duecento per Onichini, Giusto difendersi dai ladri

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Pubblicato sul Corriere del Veneto (edizione cartacea) il 12 dicembre 2017 « Grazie a tutti quelli che sono qui »: sono le uniche parole che Walter Onichini ha pronunciato ieri sera alle circa 200 persone accorse alla fiaccolata organizzata in suo sostegno dal sindacato di polizia (Coisp) e da movimenti indipendentisti. Accusato di tentato omicidio per aver ferito un ladro nel 2013, rischia 5 anni e 2 mesi di carcere. Presente anche Franco Birolo , il tabaccaio assolto per aver sparato ad un ladro, che ha espresso la sua vicinanza a Walter: « Non dico che tutti si dovrebbero armare, ma abbiamo il diritto di difenderci ». Graziano Stacchio , il benzinaio che ha sparato ai ladri della vicina gioielleria, afferma: « La legge non tutela le vittime, anzi, le pone sullo stesso piano del carnefice ». La manifestazione è partita alle 20.30 dalla stazione ed è arrivata di fronte al tribunale. di Silvia Moranduzzo

Il caso Guerra entra nelle aule universitarie

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Pubblicato sul Corriere del Veneto (edizione cartacea) il 1 dicembre 2017 Il 29 luglio 2015 Carmignano diventa teatro di un delitto. Mauro Guerra , un ragazzo di 32 anni, rifiuta di subire un Tso e scappa. I carabinieri lo rincorrono, ha luogo una colluttazione durante la quale viene ferito un brigadiere e Mauro muore, ucciso da un colpo di pistola sparato del maresciallo Marco Pegoraro . Il processo comincerà a febbraio 2018: il maresciallo è inizialmente accusato di omicidio volontario, poi di eccesso di legittima difesa . In attesa che la Giustizia stabilisca come sono andate realmente le cose in quel giorno d’estate, il caso Guerra entra nelle aule universitarie di Padova: i docenti del corso di Psicologia della violenza , Adriano Zamperini e Marialuisa Menegatto , hanno voluto che i familiari di Guerra e il loro avvocato Alberto Berardi incontrassero gli studenti per dare la loro versione dei fatti e tracciare un profilo di Mauro prima che avvenisse la tragedia per evit...

L'hotel degli orrori di Los Angeles diventa edificio storico

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Los Angeles, California. L’ Hotel Cecil riceverà lo status di “edificio storico culturale” come esempio rappresentativo degli inizi dell’industria edile americana. Cosa ha di curioso questo albergo? Negli anni si sono verificati più di 15 tra omicidi e suicidi , tanto da ispirare la serie televisiva American Horror Story .  Costruito nel 1924 da William Banks Hanner, l’albergo dispone di 600 camere a basso prezzo abitate durante la Grande Depressione da moltissimi anziani, disabili e poveri che grazie alle tariffe inferiori rispetto ad altri alberghi hanno potuto avere un tetto sopra la testa. Lo stile è Art Deco e l’architettura si deve a Loy Lester Smith. Recentemente l’albergo è stato diviso in stanze di lusso e stanze a basso costo e sono stati organizzati dei tour per turisti famelici di storie dell’orrore. La scia di sangue e l’ alone di mistero dell’Hotel Cecil caratterizzano tutta la sua storia, dall’inizio ad oggi. Nel 1931 avviene il primo suicidio: un uomo d...

Caso Cucchi: carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale

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Si è chiusa l’inchiesta bis sul caso di Stefano Cucchi , aperta nel novembre 2014. I magistrati contestano il reato di omicidio preterintenzionale nei confronti di tre dei carabinieri che arrestarono il ragazzo nell’ottobre 2009, Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco. Il procuratore capo Giuseppe Pignatone e il pm Giovanni Musarò sostengono che la morte di Cucchi è avvenuta in seguito alle percosse subite la notte del suo arresto . Sono accusati di calunnia il maresciallo Roberto Mandolini, che aveva proceduto all’arresto in quanto allora comandante della stazione dei carabinieri Appia, e anche i carabinieri Vincenzo Nicolardi e Francesco Tedesco. Viene contestato a Tedesco e Mandolini anche il reato di falso verbale di arresto. Essendo stato ipotizzato il nesso tra le percosse ricevute e la morte di Stefano, vi sono i presupposti per un nuovo processo che riscriverà tutta la storia. “ Resistere e avere fiducia nella giustizia ” è il messaggio affidato a...

Assolto Hassan: il caso Alpi chiede ancora giustizia

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L’omicidio di Ilaria Alpi ancora non trova giustizia dopo 22 anni. Hasci Omar Hassan è stato assolto dalla Corte d’appello di Perugia dall’accusa di aver partecipato all’omicidio della giornalista del Tg3 e del suo operatore Miran Hrovatin , avvenuto nel marzo del ’94 in Somalia . Hassan si è sempre proclamato innocente, ha scontato 16 dei 26 anni ai quali era stato condannato precedentemente. Anche la madre di Ilaria Alpi, Luciana, ha affermato di non aver mai creduto nella sua colpevolezza e in aula lo ha abbracciato. Hassan era il capro espiatorio di uno dei misteri italiani più intricati. Ilaria Alpi era una giornalista del Tg3 inviata in Somalia per seguire la guerra tra fazioni che affliggeva il Paese. Viene uccisa a Mogadiscio il 20 marzo 1994 . Stava indagando su un traffico d’armi e di rifiuti tossici illegali dai Paesi industrializzati ai Paesi poveri dell’Africa, nel quale probabilmente erano coinvolti alcuni esponenti delle istituzioni italiane. E’ stato scopert...