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Governo Gentiloni: oggi pomeriggio si sapranno i nomi dei nuovi ministri

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dato l’ incarico di creare un nuovo governo a Paolo Gentiloni , ex ministro degli Esteri del governo Renzi. Alle consultazioni del premier incaricato Movimento 5 stelle e Lega Nord non si sono presentati : “ Non riconosciamo alcuna legittimità a Gentiloni e al suo governo - afferma Matteo Salvini -. Non abbiamo tempo da perdere in inutili consultazioni. L'unica risposta che vogliamo ascoltare è la fissazione della data per le elezioni politiche ”. Fonti parlamentari riferiscono che Gentiloni ha incontrato anche i ministri Pier Carlo Padoan, Maurizio Martina, Carlo Calenda e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. Questo pomeriggio è previsto lo scioglimento della riserva e si conosceranno i nomi dei ministri del nuovo governo.  Si ha fretta di completare le procedure necessarie all’insediamento perché giovedì 15 è prevista una riunione del Consiglio Europeo. Sembra che a sostenere il govern...

Scontro Mattarella-Renzi sul futuro del governo

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La situazione politica e istituzionale italiana si fa piuttosto complicata . Il referendum costituzionale ha visto la vittoria del No e il presidente del consiglio Matteo Renzi si è dimesso. Subito dopo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha congelato le dimissioni di Renzi per portare ad approvazione la legge di stabilità, avvenuta nella giornata di ieri. Ora si aprono vari scenari. Mattarella avrebbe voluto che Renzi restasse alla guida del governo fino all’approvazione di una legge elettorale comune per Camera e Senato . Attualmente si ha l’ Italicum alla Camera e il Consultellum al Senato . Questa diversità si deve al fatto che al tempo il governo si era concentrato solo sulla legge elettorale della Camera perché prevedeva di riformare il Senato con la legge costituzionale bocciata dal referendum. L’ Italicum prevede un sistema proporzionale a doppio turno a correzione maggioritaria con premio di maggioranza, soglia di sbarramento e cento collegi plurinomin...

Vince il No e Renzi si dimette: le prime conseguenze

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Affluenza record per il referendum sulla riforma costituzionale (68%) che ha visto prevalere il No con il 59,5% dei voti. Comprensibilmente e inevitabilmente, Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni da Presidente del Consiglio, congelate poi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che prima vuole vedere approvata la legge di stabilità. Il Sì ha vinto solo in tre regioni: Trentino Alto-Adige, Emilia Romagna e Toscana . I media, i politici e gli intellettuali si sono scatenati. C’è chi dice che ha vinto la democrazia, chi afferma che ha prevalso il populismo, chi insulta Renzi o come il giornalista Andrea Scanzi (evidentemente non aveva altro da fare) posta su Facebook un suo sms al quasi ex presidente del consiglio nel quale gira il coltello nella piaga. C’è chi chiede elezioni subito nonostante abbia sempre criticato la legge elettorale. Anche tra coloro che hanno votato No, come la sottoscritta, non c’è molto da esultare per il semplice motivo che le persone ...

Accordo sull'Ilva: i Riva pagheranno 1,3 miliardi

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La famiglia Riva dovrà pagare 1,3 miliardi di euro per i danni ambientali causati dall’Ilva di Taranto. Così dice il presidente del consiglio Matteo Renzi su Facebook. Sembra che l’accordo sia stato raggiunto e che rientrerà in Italia parte del tesoro sequestrato nel 2013 dalla guardia di finanza che i Riva custodivano in Svizzera. Una buona notizia per i tarantini che nei giorni scorsi si erano visti togliere 50 milioni dalla legge di bilancio che sarebbero serviti a curare i bambini di Taranto malati di tumore. A questo proposito, Renzi ha scaricato la colpa sul presidente della Commissione Bilancio , Francesco Boccia , che ha risposto sotto il video del presidente del consiglio su Facebook affermando che “ il governo ha deciso di recuperare tutte le altre misure dichiarate inammissibili e riscritto gli emendamenti, ma non ha fatto lo stesso con i soldi per la salute dei bimbi di Taranto ”. Il colpevole in politica è quasi sempre impossibile da trovare, certo è che giocare al ...

Le manovre nell'ombra di Denis Verdini

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In politica vince chi sa reinventarsi ad ogni cambio di governo. Chi si prepara per tempo per non affogare con la nave che affonda, chi nasconde il salvagente agli altri per tenerselo stretto o, al massimo, dà qualche bracciolo a quelle persone che potrebbero fargli comodo una volta che si dovesse ricostruire la nave. Lo sa bene Denis Verdini che in questo periodo sembra si stia muovendo per prepararsi per lo scenario che verrà dopo il referendum . Ovviamente non disdegna nessun colore politico. Secondo Verdini, Renzi dopo il referendum formerà un nuovo governo , sia in caso di vittoria, sia in caso di sconfitta. E allora lo si vede incontrare parlamentari di diversi gruppi politici al ristorante “Al Moro”, a due passi dalla fontana di Trevi. Sembra convinto che il governo verrà ritoccato eliminando alcuni ministri come Lorenzin, Giannini e Orlando e quindi sta cercando di incoraggiare alcuni colleghi di Forza Italia a votare sì alla consultazione del 4 dicembre perché “ c’è un po...

Cosa prevede la riforma costituzionale

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La cronaca nazionale è incentrata, in questo periodo, sul dibattito sulla riforma costituzionale . Gli italiani saranno chiamati ad esprimersi a favore o contro di essa al referendum che avrà luogo il 4 dicembre . Si tratta di un voto molto importante perché tale riforma andrebbe a modificare parte della Costituzione, la nostra legge fondamentale. Vediamo nel dettaglio cosa prevede tale riforma che il Parlamento ha approvato lo scorso aprile. In seguito, entriamo nel merito delle ragioni di coloro che sostengono il sì e di coloro che, invece, sostengono il no. Gli articoli modificati Articolo 55. Viene ampliato stabilendo equilibrio tra uomini e donne in Parlamento, la Camera dei deputati è la titolare della fiducia del Governo ed esercita il controllo sull’operato dell’esecutivo. Il Senato diventa rappresentativo delle Regioni. Articolo 57. Il Senato sarà composto da 95 senatori provenienti dalle Regioni e da 5 senatori nominati dal Presidente della Repubblica . I senat...

La riforma costituzionale potrebbe portare la firma di Jp Morgan

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Renzi non ha mai fatto mistero di prendere come modello Tony Blair , ex primo ministro britannico ora consigliere della banca Jp Morgan. Voci di corridoio riportano la preoccupazione per cui la riforma costituzionale  votata in aprile che dovrà passare il vaglio del voto popolare tramite il referendum del 4 dicembre sia stata ispirata proprio da Jp Morgan .  In un articolo del 2013 intitolato “The Euro area adjustment: about halfway there”, la Jp Morgan aveva scritto: “ Le Costituzioni e i sistemi politici dei paesi della periferia meridionale, costruiti in seguito alla caduta del fascismo, hanno caratteristiche che non appaiono funzionali a un'ulteriore integrazione della regione. [...] Queste Costituzioni tendono a mostrare una forte influenza socialista , che riflette la forza politica che le sinistre conquistarono dopo la sconfitta del fascismo. Questi sistemi politici periferici mostrano, in genere, le seguenti caratteristiche: governi deboli; stati centrali deboli ...

Torna la favola del Ponte sullo Stretto di Messina

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Plinio il Vecchio narra che il console Lucio Cecilio Metello nel 251 a.C. voleva costruire un ponte composto da barche per trasportare dalla Sicilia i 140 elefanti requisiti ai Cartaginesi nella battaglia di Palermo. In seguito fu la volta di Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, che nel 1840 affidò il progetto di un ponte ad architetti e ingegneri, ma dovette rinunciare a causa dei costi elevati. Seguiranno varie idee da parte dei governi che si succedono nell’Italia unita, ma nessuna verrà portata a compimento. Per nostra fortuna, Matteo Renzi ha la soluzione e costruirà il tanto agognato ponte sullo stretto di Messina dando lavoro a centomila persone. Meno male che Matteo c’è. All’assemblea che celebrava i 110 anni del gruppo Salini-Impregilo (costruttori dell’autostrada del sole) Renzi ha annunciato di essere pronto a proseguire con il progetto del ponte “ per tornare ad avere una Sicilia più vicina e raggiungibile e per togliere la Calabria dal suo isolamento ”. ...

Berlinguer: un uomo come tutti noi

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La figura di Enrico Berlinguer ha caratterizzato gran parte della scena politica italiana del dopoguerra. Segretario del più importante partito comunista occidentale dal 1972 al 1984, anno della sua morte, ha saputo far crescere il Pci fino a palesare la possibilità di superare la conventio ad excludendum che condannava i comunisti all'opposizione. Con Berlinguer si è inaugurata una pagina completamente nuova nella storia del comunismo tanto da subire un vero e proprio attentato in Bulgaria: la sua teoria dell'eurocomunismo non era gradita ai leader comunisti orientali. Nel documentario di Walter Veltroni, " Quando c'era Berlinguer ", si affronta con insperata maestria la vita politica del Segretario comunista, dalle origini, a Sassari, fino ai funerali. Vengono lasciate da parte inutili retoriche melense per mostrare il politico in tutta la sua interezza, con le sue grandi doti e con le sue apparenti contraddizioni. Si affrontano temi molto importa...