Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Referendum

Referendum autonomia: consultazione o candidatura?

Immagine
Il quorum in Veneto è stato superato ma non sono stati raggiunti i numeri che sperava Zaia. Ha votato il 57,2 per cento dei Veneti, dei quali (ovviamente) quasi tutti hanno barrato la casella del “Sì”. Lo hanno fatto perché in questa Regione c’è un’antica cultura di autonomia, molti erano clienti delle banche venete fallite e aiutate dallo Stato senza però veder tornare indietro i loro risparmi. Tuttavia, ieri non si votava solo per ritagliarsi maggiori autonomie. Secondo il Titolo V della Costituzione una Regione può chiedere maggiori spazi di manovra quando vuole, non serve indire un referendum. Quindi, il biasimo sullo spreco di denaro non è del tutto infondato. Legittima anche la critica riguardo il mancato utilizzo della tessera elettorale: la legge prevede che alle votazioni la si debba presentare. Probabilmente alcuni degli astensionisti hanno ritenuto questo referendum una beffa anche a causa di tale mancanza. Questi elementi uniti creano uno scenario diverso rispetto a ...

Scontro Mattarella-Renzi sul futuro del governo

Immagine
La situazione politica e istituzionale italiana si fa piuttosto complicata . Il referendum costituzionale ha visto la vittoria del No e il presidente del consiglio Matteo Renzi si è dimesso. Subito dopo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha congelato le dimissioni di Renzi per portare ad approvazione la legge di stabilità, avvenuta nella giornata di ieri. Ora si aprono vari scenari. Mattarella avrebbe voluto che Renzi restasse alla guida del governo fino all’approvazione di una legge elettorale comune per Camera e Senato . Attualmente si ha l’ Italicum alla Camera e il Consultellum al Senato . Questa diversità si deve al fatto che al tempo il governo si era concentrato solo sulla legge elettorale della Camera perché prevedeva di riformare il Senato con la legge costituzionale bocciata dal referendum. L’ Italicum prevede un sistema proporzionale a doppio turno a correzione maggioritaria con premio di maggioranza, soglia di sbarramento e cento collegi plurinomin...

Vince il No e Renzi si dimette: le prime conseguenze

Immagine
Affluenza record per il referendum sulla riforma costituzionale (68%) che ha visto prevalere il No con il 59,5% dei voti. Comprensibilmente e inevitabilmente, Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni da Presidente del Consiglio, congelate poi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che prima vuole vedere approvata la legge di stabilità. Il Sì ha vinto solo in tre regioni: Trentino Alto-Adige, Emilia Romagna e Toscana . I media, i politici e gli intellettuali si sono scatenati. C’è chi dice che ha vinto la democrazia, chi afferma che ha prevalso il populismo, chi insulta Renzi o come il giornalista Andrea Scanzi (evidentemente non aveva altro da fare) posta su Facebook un suo sms al quasi ex presidente del consiglio nel quale gira il coltello nella piaga. C’è chi chiede elezioni subito nonostante abbia sempre criticato la legge elettorale. Anche tra coloro che hanno votato No, come la sottoscritta, non c’è molto da esultare per il semplice motivo che le persone ...

Le manovre nell'ombra di Denis Verdini

Immagine
In politica vince chi sa reinventarsi ad ogni cambio di governo. Chi si prepara per tempo per non affogare con la nave che affonda, chi nasconde il salvagente agli altri per tenerselo stretto o, al massimo, dà qualche bracciolo a quelle persone che potrebbero fargli comodo una volta che si dovesse ricostruire la nave. Lo sa bene Denis Verdini che in questo periodo sembra si stia muovendo per prepararsi per lo scenario che verrà dopo il referendum . Ovviamente non disdegna nessun colore politico. Secondo Verdini, Renzi dopo il referendum formerà un nuovo governo , sia in caso di vittoria, sia in caso di sconfitta. E allora lo si vede incontrare parlamentari di diversi gruppi politici al ristorante “Al Moro”, a due passi dalla fontana di Trevi. Sembra convinto che il governo verrà ritoccato eliminando alcuni ministri come Lorenzin, Giannini e Orlando e quindi sta cercando di incoraggiare alcuni colleghi di Forza Italia a votare sì alla consultazione del 4 dicembre perché “ c’è un po...

Cosa prevede la riforma costituzionale

Immagine
La cronaca nazionale è incentrata, in questo periodo, sul dibattito sulla riforma costituzionale . Gli italiani saranno chiamati ad esprimersi a favore o contro di essa al referendum che avrà luogo il 4 dicembre . Si tratta di un voto molto importante perché tale riforma andrebbe a modificare parte della Costituzione, la nostra legge fondamentale. Vediamo nel dettaglio cosa prevede tale riforma che il Parlamento ha approvato lo scorso aprile. In seguito, entriamo nel merito delle ragioni di coloro che sostengono il sì e di coloro che, invece, sostengono il no. Gli articoli modificati Articolo 55. Viene ampliato stabilendo equilibrio tra uomini e donne in Parlamento, la Camera dei deputati è la titolare della fiducia del Governo ed esercita il controllo sull’operato dell’esecutivo. Il Senato diventa rappresentativo delle Regioni. Articolo 57. Il Senato sarà composto da 95 senatori provenienti dalle Regioni e da 5 senatori nominati dal Presidente della Repubblica . I senat...

La riforma costituzionale potrebbe portare la firma di Jp Morgan

Immagine
Renzi non ha mai fatto mistero di prendere come modello Tony Blair , ex primo ministro britannico ora consigliere della banca Jp Morgan. Voci di corridoio riportano la preoccupazione per cui la riforma costituzionale  votata in aprile che dovrà passare il vaglio del voto popolare tramite il referendum del 4 dicembre sia stata ispirata proprio da Jp Morgan .  In un articolo del 2013 intitolato “The Euro area adjustment: about halfway there”, la Jp Morgan aveva scritto: “ Le Costituzioni e i sistemi politici dei paesi della periferia meridionale, costruiti in seguito alla caduta del fascismo, hanno caratteristiche che non appaiono funzionali a un'ulteriore integrazione della regione. [...] Queste Costituzioni tendono a mostrare una forte influenza socialista , che riflette la forza politica che le sinistre conquistarono dopo la sconfitta del fascismo. Questi sistemi politici periferici mostrano, in genere, le seguenti caratteristiche: governi deboli; stati centrali deboli ...

Referendum Ungheria: manca il quorum ma politicamente vincono Orbàn e la chiusura allo straniero

Immagine
“ Volete che l’Unione Europea imponga l’insediamento forzato di cittadini non ungheresi sul territorio nazionale senza il consenso del Parlamento? ”. Questo è il quesito al quale hanno risposto ieri i cittadini ungheresi. Il primo ministro Viktor Orbàn , del partito di destra Fidesz, ultimamente in calo nei sondaggi, aveva incitato la popolazione a votare no , sostenendo una campagna all’insegna della paura dello straniero (costata ai contribuenti ungheresi circa 16 milioni di euro ), cavalcando l’ onda nazionalista  che sta attraversando l’Europa in varie forme. Il partito Fidesz negli ultimi mesi ha perso 1 milione di sostenitori. Il referendum non ha raggiunto il quorum quindi legalmente non è valido, però ci sono delle ripercussioni  importanti  a livello politico. L'affluenza si è fermata al 43% e di questi il 98% ha votato no . Un segnale forte che l'Europa non può sottovalutare. Orbàn aveva promesso le dimissioni in caso di fallimento del referendum ma è dif...

"Prima i nostri": svizzeri contro frontalieri italiani

Immagine
“ Italiani a casa vostra ” non è una derisione del motto leghista “immigrati fora dai ball”, ma l’esito del referendum che si è tenuto nel Canton Ticino domenica 25 settembre. Il 58% ha votato per privilegiare nelle assunzioni la manodopera indigena , a fronte degli oltre 69 mila italiani che ogni giorno vanno a lavorare in Svizzera. Tuttavia, l’articolo “Prima i nostri”, promosso dal partito di destra Udc e dalla Lega dei Ticinesi, che dovrebbe entrare nella Costituzione svizzera non avrà vita facile sia a causa delle leggi federali sia perché in aperto contrasto con la normativa Ue. Roberto Maroni ha annunciato presto “ le adeguate contromisure per difendere i diritti dei nostri concittadini lavoratori ”: facile attaccare quando si tratta degli altri, ma quando la stessa logica la applica un altro Paese su di noi allora il fastidio si sente. “ Dietro il risultato di questo referendum c’è sicuramente la mancanza di conoscenza delle regole basilari dell’economia: senza ital...