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L'innocenza dei bambini

Stazione di Parma, 12 settembre ore 10.30. Seduta su una di quelle sedie di metallo scomodissime aspetta il treno, rileggendo gli appunti per l'esame senza memorizzare nulla. Nelle cuffie risuona della discutibile musica punk, un gruppo semisconosciuto e non proprio bravissimo. Non è concentrata, continua a perdersi negli eventi accaduti negli ultimi giorni che l'hanno fatta soffrire. Uno di quei momenti nei quali si vede tutto nero e si vorrebbe scappare su un'isola deserta per stare il più lontano possibile dalle persone. Il posto a fianco è vuoto. Arriva una bambina. Ha i pantaloni a fiori e una maglietta verde, i capelli castani tagliati a caschetto e un cerbiattino di peluche. Si siede e si guarda attorno. Con il peluche le tocca il braccio. Lei solleva lo sguardo dai suoi incubi e la guarda. "È molto affettuoso" dice la bambina, muovendo il peluche in modo da accarezzare il braccio di lei. Sorridono entrambe. Lei toglie una cuffia e cominciano a parlare....