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Vince il No e Renzi si dimette: le prime conseguenze

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Affluenza record per il referendum sulla riforma costituzionale (68%) che ha visto prevalere il No con il 59,5% dei voti. Comprensibilmente e inevitabilmente, Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni da Presidente del Consiglio, congelate poi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che prima vuole vedere approvata la legge di stabilità. Il Sì ha vinto solo in tre regioni: Trentino Alto-Adige, Emilia Romagna e Toscana . I media, i politici e gli intellettuali si sono scatenati. C’è chi dice che ha vinto la democrazia, chi afferma che ha prevalso il populismo, chi insulta Renzi o come il giornalista Andrea Scanzi (evidentemente non aveva altro da fare) posta su Facebook un suo sms al quasi ex presidente del consiglio nel quale gira il coltello nella piaga. C’è chi chiede elezioni subito nonostante abbia sempre criticato la legge elettorale. Anche tra coloro che hanno votato No, come la sottoscritta, non c’è molto da esultare per il semplice motivo che le persone ...

Le manovre nell'ombra di Denis Verdini

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In politica vince chi sa reinventarsi ad ogni cambio di governo. Chi si prepara per tempo per non affogare con la nave che affonda, chi nasconde il salvagente agli altri per tenerselo stretto o, al massimo, dà qualche bracciolo a quelle persone che potrebbero fargli comodo una volta che si dovesse ricostruire la nave. Lo sa bene Denis Verdini che in questo periodo sembra si stia muovendo per prepararsi per lo scenario che verrà dopo il referendum . Ovviamente non disdegna nessun colore politico. Secondo Verdini, Renzi dopo il referendum formerà un nuovo governo , sia in caso di vittoria, sia in caso di sconfitta. E allora lo si vede incontrare parlamentari di diversi gruppi politici al ristorante “Al Moro”, a due passi dalla fontana di Trevi. Sembra convinto che il governo verrà ritoccato eliminando alcuni ministri come Lorenzin, Giannini e Orlando e quindi sta cercando di incoraggiare alcuni colleghi di Forza Italia a votare sì alla consultazione del 4 dicembre perché “ c’è un po...

Cosa prevede la riforma costituzionale

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La cronaca nazionale è incentrata, in questo periodo, sul dibattito sulla riforma costituzionale . Gli italiani saranno chiamati ad esprimersi a favore o contro di essa al referendum che avrà luogo il 4 dicembre . Si tratta di un voto molto importante perché tale riforma andrebbe a modificare parte della Costituzione, la nostra legge fondamentale. Vediamo nel dettaglio cosa prevede tale riforma che il Parlamento ha approvato lo scorso aprile. In seguito, entriamo nel merito delle ragioni di coloro che sostengono il sì e di coloro che, invece, sostengono il no. Gli articoli modificati Articolo 55. Viene ampliato stabilendo equilibrio tra uomini e donne in Parlamento, la Camera dei deputati è la titolare della fiducia del Governo ed esercita il controllo sull’operato dell’esecutivo. Il Senato diventa rappresentativo delle Regioni. Articolo 57. Il Senato sarà composto da 95 senatori provenienti dalle Regioni e da 5 senatori nominati dal Presidente della Repubblica . I senat...

La riforma costituzionale potrebbe portare la firma di Jp Morgan

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Renzi non ha mai fatto mistero di prendere come modello Tony Blair , ex primo ministro britannico ora consigliere della banca Jp Morgan. Voci di corridoio riportano la preoccupazione per cui la riforma costituzionale  votata in aprile che dovrà passare il vaglio del voto popolare tramite il referendum del 4 dicembre sia stata ispirata proprio da Jp Morgan .  In un articolo del 2013 intitolato “The Euro area adjustment: about halfway there”, la Jp Morgan aveva scritto: “ Le Costituzioni e i sistemi politici dei paesi della periferia meridionale, costruiti in seguito alla caduta del fascismo, hanno caratteristiche che non appaiono funzionali a un'ulteriore integrazione della regione. [...] Queste Costituzioni tendono a mostrare una forte influenza socialista , che riflette la forza politica che le sinistre conquistarono dopo la sconfitta del fascismo. Questi sistemi politici periferici mostrano, in genere, le seguenti caratteristiche: governi deboli; stati centrali deboli ...

La riforma Madia abolisce il Corpo forestale

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Il 12 settembre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo che elimina il Corpo Forestale dello Stato , che confluirà nell’Arma dei Carabinieri. I circa 8 mila agenti forestali, quindi, diventeranno militari a partire dal primo gennaio: i particolari si avranno con un altro decreto, per il quale il governo ha 60 giorni di tempo, che stabilirà le modalità dello scioglimento. Il Corpo forestale si occupava di prevenzione e repressione di ecoreati e della difesa della biodiversità . Il suo sindacato ( SAPAF ) si è opposto all’assorbimento definendolo un “ omicidio di Stato ”, in quanto andrebbero perse importanti competenze professionali che porterebbero ad un possibile aumento dei reati ambientali. Il segretario del SAPAF , Marco Moroni , ha dichiarato a “Il Post”: “ In un sol colpo cancellano la storia di un Corpo bicentenario e un patrimonio inestimabile di professionalità e competenze che nell’Arma dei carabinieri non potranno essere valorizzate, rendend...

Jobs act: giovani al tempo della precarietà

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Pubblicato su ParmAteneo il 2 marzo 2015 I principali cambiamenti riguarderanno specialmente i nuovi assunti Addio articolo 18, benvenuto Jobs Act . Alla fine la determinazione di Renzi ha avuto la meglio per quel che riguarda la riforma del lavoro: tra critiche feroci e odi idilliache è riuscito nell’intento di farla approvare. Ma in cosa consiste questo provvedimento?   Innanzitutto, la riforma prevede che a partire dal 1 gennaio 2016 non potranno più essere stipulati i cosiddetti contratti di collaborazione a progetto (Co.Co.Pro.). Quando scadranno quelli già in corso, i nuovi assunti potranno essere ingaggiati attraverso le varie tipologie di contratto rimaste uguali, o quelle introdotte. “MA L’ART. 18 ANDAVA MANTENUTO”  – “Per i giovani si tratta di un aspetto positivo –fa notare l’ on. Patrizia Maestri , del Partito Democratico-. E’ stata cancellata la tipologia del  job sharing  e, personalmente, mi auguravo che venissero cancellati anche i contratti...