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L'Isis rivendica l'attentato di Londra

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Ieri pomeriggio, intorno alle 14.30, ora di Londra, un uomo alla guida di un suv ha travolto diversi passanti sul ponte di Westminster . Successivamente si è schiantato contro la cancellata dei giardini del parlamento. Uscito dal veicolo ha accoltellato un agente di polizia, Keith Palmer, che tentava di fermarlo. L’attentatore è stato poi ucciso da un agente in borghese che sostava fuori dal parlamento. Palmer è stato soccorso immediatamente dal vice-ministro degli esteri, Tobias Ellwood, ex ufficiale delle forze armate. Ellwood ha tentato di fermare l’emorragia e ha praticato la respirazione bocca a bocca fino a che non sono arrivati i soccorsi che hanno portato in ospedale l’agente, morto poco dopo. Un’altra donna e un uomo sono deceduti , investiti dall’auto dell’attentatore, mentre i feriti sono più di 40 . Theresa May è stata evacuata a bordo di una Jaguar, direzione Downing Street, da dove ha convocato il comitato d’emergenza. I parlamentari, invece, sono rimasti chiusi in a...

Strage ai mercatini di Natale a Berlino

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Alle ore 20 del 19 dicembre scorso un camion ha travolto la folla che stava passeggiando per il mercatino di Natale di piazza Breitscheidplatz a Berlino . Il Tir ha colpito anche la chiesa Gedachtniskirche che durante la seconda guerra mondiale era rimasta integra nonostante gli Alleati avessero bombardato la zona circostante. Il luogo è molto frequentato dai berlinesi e dai turisti che si dedicano allo shopping: vicino alla piazza c’è il Ku’damm, un viale di negozi esclusivi. Il camion presentava una targa polacca e sembra trasportasse acciaio proveniente dall’Italia diretto in Polonia . Il bilancio è di 12 morti e 48 feriti . Il conducente è fuggito : la polizia aveva arrestato un pachistano di 23 anni che poi si è rivelato estraneo alla vicenda. E' stato ritrovato sotto il sedile del guidatore un documento di espulsione per un cittadino tunisino di nome Anis A., nato nel 1992 nella città di Tataouine. La persona morta sul sedile del passeggero era il polacco al quale er...

La prima italiana foreign fighter per l'Isis è stata condannata

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E’ stata condannata la prima foreign fighter italiana . Si chiama Maria Giulia Sergio , ribattezzata Fatima , e attualmente si trova in Siria per combattere nei ranghi dell’ Isis . La Corte d’Assise di Milano l’ha condannata a nove anni di reclusione per terrorismo internazionale e organizzazione di viaggi a fine di terrorismo .  Sembra che dicesse ai suoi genitori: “ Venite qui in Siria, qui tagliamo teste, presto lo faremo anche a Roma ”. Assieme a lei sono stati condannati i suoi familiari e il marito , che erano stati indottrinati da Fatima a seguire la jihad, a sua volta condizionata fortemente da una coetanea, Bushra Haik , condannata anche lei a nove anni di carcere. Solo il padre, Sergio Sergio, l’unico non latitante, ha ricevuto le attenuanti mentre la madre di Fatima è deceduta prima della sentenza. Per coloro che sono stati condannati e non sono di nazionalità italiana è stata disposta l’espulsione dal Paese. Fatima avrebbe appreso da Bushra che uccidere i miscre...

Attacco al castello di Karak, Giordania: forse miliziani dell'Isis?

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Ieri è stato attaccato il castello di Karak , in Giordania , e sono morte dieci persone. Un gruppo armato non meglio identificato con sigle di qualche genere si è asserragliato nel forte, importante sito turistico, e ha preso alcuni civili in ostaggio , poi liberati dalla polizia. Il gruppo ha sparato verso la polizia che ha circondato il castello del XII secolo. Il sito si trova a 120 chilometri dalla capitale Amman. Il dubbio è che si tratti di militanti dell’Isis giordani di ritorno dall’Iraq che vogliano dare un segnale al loro Paese d’origine unito agli Stati Uniti nella guerra contro il Califfato. Solo a marzo la Giordania ha ricevuto dagli americani otto elicotteri Blackhawk UH 60A e dal febbraio 2015 gli Stati Uniti hanno fornito allo Stato arabo più di 26mila armi da fuoco , circa 3 milioni e mezzo di munizioni e centinaia di esplosivi . Moltissimi giordani sono diventati soldati dell’Isis e forse anche per questo Re Abdullah ha deciso di entrare a far parte della Leg...

La liberazione di Mosul non è la fine del terrorismo

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E’ partita l’offensiva per liberare la città di Mosul dal dominio dell’ Isis. La città era stata presa nel giugno del 2014 e ad oggi è l’ ultima roccaforte del Califfato in Iraq . Se appena un anno fa l’Isis dominava 150 mila kmq di territorio, oggi governa solo 50 mila kmq circa. L’operazione non sarà una passeggiata: pare che i militanti dello Stato islamico utilizzeranno i civili come scudi umani , un problema non da poco per l’esercito iracheno. Se tutto andasse a buon fine l’Isis verrebbe cancellato dal Paese.  Nonostante questa buona notizia, non si può certo dire che con la fine dello stato islamico sarà debellato il germe del terrorismo che verosimilmente continuerebbe a proliferare data la disomogeneità dell’area mediorientale. L’ instabilità politica della regione è infatti una della prime cause dell’avanzata di gruppi estremisti. L’Iraq ha assistito allo smantellamento delle sue istituzioni da parte degli americani nella guerra del 2003. Ci sono stati dei tentat...

Il punto sulla guerra in Siria

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“ È con un senso di urgenza che rinnovo il mio appello, implorando, con tutta la mia forza, i responsabili, affinché si provveda a un immediato cessate il fuoco , che sia imposto e rispettato almeno per il tempo necessario a consentire l’evacuazione dei civili, soprattutto dei bambini , che sono ancora intrappolati sotto i bombardamenti cruenti ”. Così parla Papa Francesco in merito alla guerra in Siria che si protrae ormai da più di quattro anni. Cominciata come guerra civile nell’ambito della cosiddetta primavera araba , è diventata di interesse internazionale tanto da coinvolgere Stati Uniti, Russia, Francia, Iraq, Iran, Arabia Saudita, Turchia e Qatar.  La conta delle vittime non è facile a causa del caos nel quale imperversa la regione. Secondo le stime dell’ Osservatorio siriano per i diritti umani ci sono state 215 mila morti , di cui 66.109 civili, comprese donne e bambini. I rifugiati che scappano dall’orrore sono circa 3,8 milioni ...